Quale intelligence dall’11 settembre all’ISIS?

Riuscirà l’Europa a darsi una propria linea unitaria di politica internazionale e, più in generale, a mostrarsi coesa nei passaggi più impegnativi e cruciali? La “geopolitica degli spazi“, aderente ai tempi della guerra fredda dove il focus era sui confini degli Stati e sul territorio degli stessi, si è tramutata in una “geopolitica dei flussi“, dove l’attenzione è concentrata appunto alla protezione dei flussi spesso immateriali, siano essi informativi, energetici, finanziari, informatici. Ma il rinnovarsi del fenomeno terroristico, spesso attraverso minacce nuove e mai affrontate nel passato, obbliga a seguire nuove strategie di intervento, con l’obiettivo di rendere più stabile, concreta ed efficace la collaborazione tra Paesi per la sicurezza e per la prevenzione di crisi sociali negli scenari globali di medio e di lungo termine.

La complessità del concetto di sicurezza, oggi, riguarda non solo e non più la presenza in termini militari nelle aree di conflitto e di scontro. Questo è un aspetto non più sufficiente, se non affiancato ad esempio alla protezione dei flussi finanziari, delle risorse critiche e delle aziende strategiche, quindi dell’economia e del sistema Paese. Insieme ad interventi sulla cultura con iniziative per la de-radicalizzazione dei gruppi e delle cellule a tendenza fondamentalista strutturati nei Paesi europei.

Queste sono alcune delle riflessioni che saranno affrontate in un dibattito sul tema “Economia, eserciti, cultura: quale intelligence dall’11/9 all’Isis?” che la Fondazione Italia USA e Diplomacy – Festival della Diplomazia organizzano alla Camera dei Deputati il 25 febbraio, con la partecipazione di:

  • Luciano Bozzo, docente di relazioni internazionali, Università di Firenze
  • Vincenzo Camporini, comitato scientifico Festival della Diplomazia e vicepresidente IAI
  • Stefano Dambruoso, magistrato e questore Camera dei Deputati
  • Marco Lombardi, docente gestione del rischio e crisis management, Università Cattolica Sacro Cuore
  • Andrea Manciulli, deputato, presidente Assemblea Parlamentare presso la NATO
  • Fiamma Nirenstein, giornalista e scrittrice
  • Carlo Pelanda, docente di affari internazionali, University of Georgia
  • Paolo Scotto di Castelbianco, direttore comunicazione istituzionale Dipartimento Informazioni
    per la SicurezzaModera:
    Catia Polidori, direttore esecutivo Fondazione Italia USA

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