29 Settembre 2016

Privacy Shield: uno scudo per i dati personali

Il 21 ottobre alle ore 15:00, presso la Rapresentanza della Commissione Europea, la settima edizione del Festival della Diplomazia entrerà nel merito della privacy nell’era dell’informazione, all’interno dell’incontro dal titolo “Privacy Shield: un accordo tra le nuvole”.

Il Privacy Shield è un accordo stipulato tra il governo degli Stati Uniti d’America e la Commissione europea, mira a tutelare i diritti fondamentali di qualsiasi persona dell’UE i cui dati siano trasferiti verso gli Stati Uniti e chiarisce la parte giuridica degli accordi tra cittadino e impresa.

Il nuovo “scudo” va a sostituire il Safe Harbor, annullato lo scorso anno perchè la Corte Europea di Giustizia lo ha ritenuto non adeguato alla protezione dei dati personali dei cittadini europei.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato

“I flussi di dati tra le due sponde dell’Atlantico sono essenziali per la nostra società e la nostra economia: da oggi possiamo contare su un regime solido che permetterà di trasferire i dati alle condizioni migliori e più sicure.”

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato:

“Lo scudo UE-USA per la privacy è un sistema nuovo e solido che offre agli europei la protezione dei dati personali e alle imprese la certezza del diritto. Rafforza le norme sulla protezione dei dati, che saranno fatte rispettare più rigorosamente, offre garanzie riguardo all’accesso da parte delle autorità pubbliche e semplifica per le singole persone le possibilità di ricorso in caso di reclamo.”

Nell’ambito dello scudo UE-USA le imprese che operano sui dati hanno degli obblighi rigorosi, in quanto verranno sottoposte a verifiche e aggiornamenti periodici, dal Dipartimento del Commercio, per accertare che rispettino le regole dell’accordo a cui hanno volontariamente aderito.

Gli Stati Uniti hanno assicurato all’UE che l’accesso delle autorità pubbliche ai dati per scopi di applicazione della legge e di sicurezza nazionale è soggetto a limitazioni, garanzie e meccanismi di controllo. La novità importante è che qualsiasi persona dell’UE disporrà di meccanismi di ricorso per gli aspetti legati all’intelligence nazionale.
Grazie a questi meccanismi di ricorso potranno essere tutelati i diritti fondamentali dei cittadini poiché, chiunque ritenga che lo scudo di protezione sia stato violato, per compiere un abuso sui dati che lo riguardano, può fare un reclamo. Sarà l’impresa a risolvere il caso oppure saranno offerte gratuitamente soluzioni basate su un organo alternativo di composizione delle controversie. Potranno essere interpellate anche le autorità nazionali di protezione dei dati, che collaboreranno con la Commissione federale del Commercio.

Il meccanismo di reclamo consentirà di monitorare il funzionamento dello scudo, compresi gli impegni e le garanzie relative all’accesso ai dati a fini di contrasto della criminalità e finalità di sicurezza nazionale. La Commissione europea e il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti effettueranno un’analisi annuale, alla quale assoceranno esperti dell’intelligence nazionale statunitense e le autorità europee di protezione dei dati.

Il Private Shield è stato presentato a Febbraio 2016 e dallo scorso Agosto le imprese posso aderire all’accordo. Nel contempo la Commissione sta provvedendo ad informare i cittadini riguardo i mezzi di ricorso di cui dispongono.

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