2 novembre 2017

Perchè l’Europa è la nostra casa

Rilanciamo l’intervento di Celia Kuningas-Saagpakk, Ambasciatore dell’Estonia in Italia, Malta e San Marino e Michele Gerace, Cofondatore del Bar Europa e pubblicato da Formiche.

L’Europa è la nostra casa. Queste sono le parole di Kersti Kaljulaid, Presidente della Repubblica dell’Estonia, nella conversazione sull’Europa che è andata in onda con il Bar Europa al Rock Night Show su Radio Godot. Il Paese che rappresenta è tra i più innovativi del mondo, in questo semestre, ha la presidenza del Consiglio dell’Unione europea e il prossimo anno celebra il centenario dell’indipendenza.

Nel suo libro “Hõbevalge. Sulla rotta del vento, del fuoco e dell’Ultima Thule” l’ex-presidente estone Lennart Meri descrive i contatti che c’erano fra l’Europa del Nord e l’Europa del Sud 2000 anni fa. Siamo relazionati sia economicamente che culturalmente, artisti ed architetti italiano hanno lavorato nell’Europa del Nord e viceversa. Gli artisti nordici soggiornavano in Francia e in Italia per trovare nuove idee e per dipingere sotto una luce completamente diversa da quella abituale. Un ottimo esempio dei legami culturali e dell’appartenenza dell’arte estone alla grande cultura europea è la mostra dell’artista estone Konrad Mägi, che in questi giorni a Roma alla Galleria Nazionale di Arte Moderna ne offre una coloratissima rappresentazione visiva. Konrad Mägi ha dipinto all’inizio del ‘900 paesaggi, villaggi e città, incluse Roma, Capri e Venezia, attraverso i quali ha viaggiato l’Europa. Arte, musica, scrittura, la cultura europea in generale, rappresentano un patrimonio comune che ci appartiene in quanto europei, che ci unisce attraverso ponti immaginari e ci crea un’identità comune. Siamo italiani, estoni, francesi, tedeschi ecc., tutti un po’ diversi, ma alla fine siamo tutti quanti europei. L’unità nella diversità è il motto dell’Unione Europea, cioè il nostro motto comune.

Il prossimo anno è l’“anno europeo del patrimonio culturale” ed è una preziosa opportunità per considerare la comunanza di valori che definiscono la nostra identità e che, ad esserne consapevoli, consentono di essere più ambiziosi nel ricercare una maggiore unità tra cittadini e Paesi di Paesi diversi. Tra europei.

Sul piano istituzionale, è indubbio, che la politica europea è nelle mani dei governi nazionali. I cittadini possono informarsi, organizzare iniziative, smuovere l’opinione pubblica, essere pungolo dei governi e questa opportunità dev’essere attivamente usata. Quando si vota si ha la possibilità di scegliere se si vuole tornare indietro o se, invece, si desidera andare avanti, quindi i cittadini hanno una grande responsabilità. L’opportunità e la libertà di decidere insieme il futuro del proprio paese e dell’Unione Europea è un obbligo che deve essere preso con grande serietà. Le libertà e i diritti che abbiamo in quanto europei sono il prodotto giuridico di importanti conquiste di civiltà che ci rendono unici al mondo e che abbiamo il dovere di accrescere. Dobbiamo dedicare tempo al nostro futuro affinché prevalga quello che di bello abbiamo creato insieme. Lo stesso Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, nella prefazione al libro “I Pontefici e i sessant’anni dell’integrazione europea” presentato nell’ambito del Festival della Diplomazia, ha scritto che “al centro del progetto europeo vi è sempre stato l’uomo con la sua dignità. L’Europa non è solo un insieme di regole politiche o di procedure economiche. Essa è, come sottolinea Papa Francesco, “una vita, un modo di concepire l’uomo a partire dalla sua dignità trascendente e inalienabile””.

Proviamo a mettiamoci per un momento nei panni di qualcun altro da qualche altra parte d’Europa o del mondo in cui ancora si lotta per libertà e diritti di cui noi godiamo senza rendercene conto. Non c’è nulla di comparabile al nostro benessere di europei. Per questo è triste sentire come alcuni giovani europei, che godono quotidianamente delle libertà conquistate – dall’Erasmus alla libertà di viaggiare senza visti (molti nemmeno sanno che cosa vuol dire richiedere il visto) – accusano l’Unione Europea nelle problematiche che dovrebbero essere risolte dai governi di loro stessi paesi. L’Unione Europea ha solo creato nuove opportunità e benessere non al contrario. Giovani e adulti, dobbiamo essere idealisti e prima di mostrarci scettici, di lamentarci, dovremmo pensare a quanto siamo fortunati a vivere in Europa. Niente è più importante della salvaguardia delle nostre libertà, dei nostri diritti, dei diritti delle grandi nazioni, delle piccole nazioni, delle minoranze. Niente è più importante della nostra unità quando determiniamo il futuro per un’Europa dinamica, innovativa, pacifica e democratica.

Appartiene al nostro essere europei dover difendere le libertà e i diritti nostri e di chi è meno fortunato. Abbiamo l’opportunità di godere di libertà e diritti inesistenti al di fuori dell’Europa. Sfruttiamola al massimo. Facciamo la nostra parte per renderla ancora più giusta, più forte e più bella!

 

L’articolo è consultabile anche su Formiche.

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