18 ottobre 2016

Oltre 300 anni di rapporti Italia-Russia

Lunedì 24 ottobre alle 15:00 presso la sede della FeBAF a Roma, in occasione della settima edizione del Festival della Diplomazia, si terrà l’incontro “Russia-Italia finance dialogue: The future of Banking, Insurance and Financial Markets”.

All’interno dell’evento si discuterà di sviluppi futuri, ma i rapporti istituzionali ed economici fra le due nazioni affondano le loro radici molto indietro nel tempo.

I rapporti tra la Russia e Italia sono molto antichi e risalgono al Rinascimento. Durante il regno di Pietro I di Russia si sono stabilite intense relazioni diplomatiche con gli Stati Italiani e in particolar modo con la Repubblica di Venezia, che nel 1711 vide la costruzione del primo consolato russo in Italia.

Durante la guerra di Crimea (1853-1856) i rapporti tra Italia e Russia s’incrinano, poiché il Regno di Sardegna si alleò al fianco dell’esercito anglo-francese dichiarando a sua volta guerra alla Russia. Nel 1861, l’Impero Russo si rifiutò di riconoscere il Regno d’Italia e di stabilire relazioni diplomatiche con essa fino al 1862, con il definitivo riconoscimento dell’Italia Unita, e nel 1863 fu firmato l’accordo commerciale russo-italiano. Dal XX secolo, le relazioni tra Russia e Italia sono sempre state buone anche durante la seconda guerra mondiale e la guerra fredda. Negli anni Sessanta, la FIAT costruì un impianto di assemblaggio nella città sovietica di Togliatti (il cui nome è dedicato al segretario del PCI Palmiro Togliatti).

Negli anni Settanta possiamo assistere a un ulteriore rafforzamento delle relazioni tra i due paesi, quando nel 1975 fu firmata la dichiarazione sovietico-italiana. Nel 1991, in seguito alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’Italia riconobbe la Federazione Russa e negli anni Novanta furono redatti due documenti sui quali si basa il rapporto moderno tra Federazione Russa e Repubblica Italiana: un accordo di amicizia e cooperazione (14 ottobre 1994) e il “Piano d’azione” (10 febbraio 1998). I rapporti si sono rafforzati ulteriormente durante i governi Berlusconi (2001-2006 e 2008-2011), soprattutto dal punto di vista economico. Nel 2002 i capi di Stato e di governo dei 19 paesi membri della NATO e il presidente russo Putin si sono riuniti nella base di Pratica di Mare per ristabilire gli equilibri mondiali, con l’obiettivo primario di combattere contro il nemico comune del terrorismo. Nel 2006, l’Italia e la Russia hanno firmato un protocollo di cooperazione contro il crimine e per difendere i diritti civili. Nel 2007 l’Eni e Gazprom hanno firmato un memorandum d’intesa per la realizzazione del gasdotto South Stream, che connetterà Russia e UE, permettendo inoltre alla Russia di inserirsi nel mercato della distribuzione e vendita di gas naturale in Italia, e a Eni di sviluppare progetti di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Siberia. A gennaio del 2008 Eni e Gazprom costituiscono la società South Stream AG, e a novembre Berlusconi e Putin firmano numerosi accordi di collaborazione. Nel 2010 si è tenuto il vertice italo-russo, in cui Putin si è impegnato a stanziare 7.2 milioni di euro per finanziare alcuni lavori di ristrutturazione a L’Aquila, dopo il terremoto del 2009.

Negli ultimi anni le relazioni politiche tra i due Paesi si sono consolidate ulteriormente, al punto da essere qualificate come “relazioni privilegiate”. Russia e Italia s’incontrano secondo un calendario a cadenza annuale: il Vertice Interministeriale; il Foro di Dialogo delle Società Civili; la riunione Ministeriale Esteri-Difesa e il Consiglio di Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria. L’Italia è, dopo la Germania, il maggiore partner commerciale russo nella UE. L’Italia è fortemente dipendente dal gas russo e l’azienda energetica di stato italiana, l’ENI, ha recentemente firmato un contratto con Gazprom per importare gas russo in Italia. L’Italia acquista dalla Russia petrolio per circa il 15% delle importazioni e gas per il 30% delle importazioni totali. Tra le due Nazioni è inoltre operativa una Camera di Commercio Italo-Russa, che raggruppa le principali aziende italiane che operano in Russia e viceversa. Tra i settori che vantano le più significative presenze imprenditoriali italiane ritroviamo i settori agroalimentare, automobilistico, energetico, petrolchimico, farmaceutico, aerospaziale e i comparti edilizia-infrastrutture-trasporti.

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