Festival della Diplomazia, Day 5

Festival della Diplomazia, Day 5

 Ore 11:00, LUISS Guido Carli.
15 anni dopo la Risoluzione 1325 delle Nazioni Unite il Festival della Diplomazia è tornato sul rapporto tra donne, pace e sicurezza. La risoluzione affermava il ruolo centrale delle donne diplomatiche nella prevenzione e nella risoluzione dei conflitti, nei negoziati di pace e nel peacekeeping, ruolo tutt’oggi ribadito. Sulla scia dell’hashtag #UNSCR1325 l’evento realizzato in collaborazione con DID – Donne Italiane in Diplomazia ha visto la partecipazione di Marriët Schuurman, Yasmine Ergas, Daria Daniels Škodnik, Laura Mirachian, Irene Fellin, Valeria Fedeli e Raffaele Marchetti.

 Ore 11:30, Università degli Studi di Roma Tre.
S.E. Sig. Saywan Sabir Mustafa Barzani ha letteralmente illuminato la Sala Consiglio di Roma Tre. L’Ambasciatore dell’Iraq in Italia ha fornito in breve tempo una panoramica obiettiva e pungente sulla politica interna ed estera di un Paese infuocato. Ha innanzitutto ricordato agli studenti che la democrazia non si esporta come il pane e ha puntato il dito contro l’Occidente, a parole così vicino e nei fatti così lontano. Infine, ha risposto alle domande dei giovani studenti con un focus sul rapporto tra religione e politica, smorzando molti dei luoghi comuni che affliggono i giornali occidentali.

 Ore 13:00, Ambasciata di Gran Bretagna.
In ordine cronologico, secondo appuntamento della giornata con la diplomazia internazionale. Stavolta lo sguardo era rivolto oltre la Manica. Gli studenti del Festival della Diplomazia hanno ascoltato con interesse i racconti di Ken, Geraldine, Danny e Ivana – 4 dei tanti volti dell’Ambasciata britannica a Roma. Persone che, non senza difficoltà, ma soprattutto tra tante soddisfazioni, conducono la loro esperienza diplomatica nella Capitale.

 Ore 15:00, Ambasciata dell’Egitto.
S.E. Amr Mostafa Kamal Helmy ha accolto i numerosi studenti di Global Governance dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata per parlare dei rapporti commerciali tra Egitto e Italia. L’Italia ha per lungo tempo rappresentato la maggiore fonte di turismo, fino a quando la zona araba non ha perso di appeal a causa dei pericoli di origine bellica. Con una lunga riflessione sull’importanza dell’energia, l’Ambasciatore dell’Egitto non ha mancato di ricordare la fondamentale presenza di investimenti italiani sul suolo egiziano. Non ultimo, quelli relativi al nuovo canale di Suez, che promette essere un toccasana per la salute dei commerci internazionali del Mediterraneo.


 Ore 16:00, Istituto Europeo del Design.
Con l’esperienza dell’Expo 2015 in dirittura d’arrivo in quel di Milano, Diplomacy ha dedicato un appuntamento al Country Branding, ovvero alla capacità di un Paese di farsi percepire in un certo frame da turisti e potenziali investitori. A dilettare la platea hanno presenziato Gabriele Stringa, Michele Molè e Giuseppe Pasquali, direttore Scientifico dello IED.


 Ore 16:00, Società Geografica Italiana.
Docenti, ricercatori ed esponenti di Limes – Rivista Italiana di Geopolitica hanno illustrato ai presenti che cosa voglia dire “leggere” il mondo con le carte della geopolitica. Tra i rappresentanti della società che ha ospitato l’evento ricordiamo Sergio Conti [Presidente] e Alfonso Giordano [Responsabile delle Relazioni Internazionali].

 Ore 17:00, Spazio Europa.
Fondi Europei, così preziosi e così mal gestiti. L’evento svoltosi in Via IV Novembre ha evidenziato la difficoltà del Belpaese nel gestire i fondi che l’Unione Europea assegna su base quinquennale ai Paesi membri per finanziare la crescita. A ridosso del periodo 2015 – 2020 c’è da chiedersi quanto ottimismo elargire ad un Paese, come l’Italia, che nel quinquennio passato è riuscita a non spendere 8 miliardi e mezza sui 30 assegnatigli. Fondi che a fine anno verranno automaticamente persi e riassegnati ad altri Paesi.

 Ore 19:30, Ambasciata di Svizzera.
Ha chiuso la quinta giornata di Festival l’appuntamento serale tenutosi sul tema dell’abbigliamento come strumento di comunicazione e diplomazia. Dal passato al presente, dall’estero all’Italia, da Churcill a Salvini, sono intervenuti per commentare gli abiti dei “potenti” Fabiana Giacomotti, Stefano Dominella, Paolo Scotto di Castelbianco, Laura Laurenzi sotto la moderazione di Pasquale Alfieri.

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