Quali regole per la Finanza? In attesa di Basilea 4

24

Ott 2017

3:00 pm –

FeBAF

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00187Roma

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Quali regole per la Finanza? In attesa di Basilea 4

La regolamentazione sugli Accordi di Basilea, stabiliti per la prima volta nel 1988, giunge ad una quarta riforma: l’obiettivo mira alla finalizzazione di Basilea 3, la cui revisione, è risultata così profonda da essere ribattezzata Basilea 3.5  o 4. Quest’ultima comprende alcune novità tecniche tra cui l’introduzione di requisiti di liquidità ed il miglioramento della qualità del capitale utilizzabile; tuttavia, il tentativo di definire il nuovo set di norme sul settore bancario globale
risulta arduo: le divergenze tra le banche USA e UE, nonché l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca, hanno ulteriormente rallentato l’implementazione delle nuove regole, slittata dall’inizio al termine del 2017.

Il punto di divergenza risulta, in particolare, nella revisione dei modelli di rischio, con cui le banche valutano la rischiosità dei crediti e accantonano capitale di conseguenza. La novità di Basilea 2 riguardava la possibilità concessa alle banche di stimare il coefficiente di requisiti da applicare utilizzando cosiddetti modelli interni di valutazione del rischio. In precedenza, invece, Basilea 1 proponeva determinate tabelle, riportando diversi requisiti già stabiliti in termini di
capitale. Tuttavia, questa decisione aveva dimostrato di rappresentare un fattore positivo per le banche più grandi ma elemento discriminante per quelle più piccole. A questo proposito, attualmente, da un lato, gli USA prediligono un ritorno ai modelli standard con il quale puntano a ridurre al minimo l’impatto in termini di richieste di capitale, visto che la stragrande maggioranza delle banche nazionali già adottano tali schemi.

Al contrario in Europa l’impatto potenziale di Basilea 4 è considerato elevato, complice l’utilizzo largamente diffuso dei modelli interni. È chiaro che nella battaglia su Basilea 4, sono le banche europee a rischiare maggiormente. E con esse anche le economie del Vecchio Continente. Pur non essendo una legge e pur non avendo forza vincolante, questo documento ad oggi viene adottato da più di 100 paesi. Ciò non vuole dire che sia interpretato ed applicato “esattamente” nello stesso modo da tutti, ma è diventato un vero e proprio standard comune a livello globale. Perciò, risulta rilevante trovare una soluzione per risolvere i problemi legati all’incertezza sull’attuazione della regolamentazione e i continui ritardi: intanto, però, i lavori del Ghos – Gruppo dei governatori e dei capi della vigilanza mondiali – sono aggiornati a data da stabilire; il vertice conclusivo tenuto dal Comitato di Basilea è stato rimandato ad un “futuro prossimo”.

La strada per Basilea: verso quale direzione?

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