Will European Union have a future?

19

Ott 2017

9:30 am – 10:30 am

Università di Roma Tor Vergata

Via Columbia, 2
00133Roma

Leadership e Politica

L’evento si terrà in: English
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Will European Union have a future?

Quella che lega i Paesi Bassi e l’Europa è una storia che inizia sin dalla fondazione stessa delle prime istituzioni di cooperazione tra i Paesi del Vecchio Continente.
Negli anni ‘50, infatti, l’Olanda, insieme a Francia, Belgio, Italia, Lussemburgo e Germania Ovest, istituì la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA), la Comunità Economica Europea (CEE) e l’Euratom, gettando così le basi per l’apertura del mercato libero.
In quel periodo l’olandese Sicco Mansholt, considerato uno dei fondatori dell’Europa moderna, giocò un ruolo fondamentale in qualità di Commissario europeo per l’agricoltura, in particolare creando una politica agricola comune.
Uno dei principali attori dei grandi cambiamenti economici e finanziari che ridisegnarono la struttura e il ruolo dell’Unione Europea negli anni dell’Unione economica e monetaria fu l’olandese Frits Bolkestein, che dal 1999 al 2004 ricoprì il ruolo di Commissario Europeo per il mercato interno e i servizi. L’ex leader del partito liberale VVD fu di grande aiuto nella creazione di un mercato interno unico che utilizzasse la stessa valuta, un’innovazione che portò grandi benefici ai Paesi Bassi, una nazione la cui economia è da sempre basata sul commercio e sulla distribuzione di beni.
Nonostante il profondo legame che lega l’Unione Europea e i Paesi Bassi, nel 2005 furono proprio gli olandesi a bocciare la proposta di una Costituzione europea attraverso un referendum popolare, così come fecero i francesi. Questo evento, che può apparire così inatteso, non è stato altro che il frutto di un processo iniziato già nella seconda metà degli anni ’90: l’aumentare dei contributi per il budget dell’UE e il crescente impatto delle politiche comunitarie in nuovi aspetti della vita quotidiana insinuarono dubbi sulla bontà del progetto europeo nella mente degli
olandesi.
Oggi vediamo i frutti di questo processo venire alla luce anche nei risultati elettorali: alle elezioni di marzo il PVV, partito di destra radicale su posizioni euroscettiche, è risultato il secondo più votato, con 20 seggi ottenuti. Anche il Socialistische Partij, di estrema sinistra, condivide la visione di un’Olanda il cui destino sia meno legato a quello dell’Unione Europea e gode di un certo consenso.
Secondo l’antropologo e giornalista olandese Joris Luyendijk, uno dei motivi per cui gli elettori si stanno spostando su posizioni meno aperte al progressismo e al multiculturalismo, prerogative storiche della cultura olandese, è stata una serie di episodi drammatici avvenuti negli ultimi 15 anni. Gli assassinii di Pim Fortuyn, politico di estrema destra, e di Theo Van Gogh, regista con posizioni molto critiche verso l’immigrazione e l’Islam, nonché l’attentato con il quale nel 2009 un uomo provò a uccidere la famiglia reale, hanno contribuito a diffondere un clima di paura, sfruttato da partiti come quello di Geert Wilders.
Joep Wijnands, ambasciatore dei Paesi Bassi in Italia che ha alle spalle una lunga carriera all’interno del Ministero degli Esteri, parlerà di ciò che aspetta l’Unione Europea nei prossimi anni. Alle prese con l’aumentare dei consensi di partiti euroscettici anche in Paesi tradizionalmente
favorevoli al progetto europeo come i Paesi Bassi, l’Europa deve trovare nuove soluzioni e proposte per evitare che altre nazioni seguano l’esempio recente del Regno Unito e abbandonino l’UE.
A introdurre l’incontro sarà Andrea Buratti, ricercatore di Istituzioni di Diritto Pubblico a Tor Vergata e vice-coordinatore del B.A. in Global Governance di Tor Vergata.
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Joep Winjands

Ambasciatore dei Paesi Bassi

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