Energy markets and Geopolitical Influences

23

Ott 2018

11:00 am – 1:00 pm

Centro Studi Americani

Via Michelangelo Caetani, 32
00186Roma

La diplomazia e le sfide dell’economia

L’evento si terrà in: English
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Energy markets and Geopolitical Influences

Lo scenario geopolitico è stato sempre influenzato dal mercato dell’energia ed ora, con la globalizzazione in atto, l’interconnessione tra i due elementi appare sempre più stretta. I prezzi di questo mercato variano a seconda delle azioni delle nazioni produttrici e, al contempo, determinano cambiamenti nelle mosse della politica internazionale. L’atteggiamento remissivo delle potenze europee nei confronti dell’invasione russa della Crimea (2014) può essere interpretabile grazie alla loro dipendenza di energia gassosa con Mosca. L’Italia, uno dei membri UE con la più alta dipendenza energetica (Eurostat, marzo 2017) ha moderato i rapporti con Putin utilizzando una politica di ambiguità costruttiva: Roma ha condannato l’attacco da un punto di vista giuridico, ma ne ha accettato le conseguenze politiche.

Nazrin Mehdiyeva, esperta di politica energetica russa, ha studiato le strategie del Cremlino per il 2035 e ha evidenziato come queste costituiscano un elemento importante nell’elaborazione di un piano politico generale a lungo termine. Ha notato, infatti, una forte correlazione tra gli interessi economici e energetici e quelli di sicurezza nazionale, sovranità ed influenza geopolitica. Da qui si può capire l’estrema rilevanza che la politica energetica possiede nei rapporti internazionali: in particolare, le sanzioni rappresentano un fondamentale determinante nel dialogo con la sfera Euro-Atlantica. Queste possono portare alla sostituzione dei prodotti importati e ad una diversificazione delle rotte di transito e dei mercati.

L’atteggiamento statunitense è da sempre sotto l’attenzione del governo russo e, in generale, del quadro politico mondiale e, con gli U.S.A. intenzionati ora a perseguire politiche isolazioniste ed abbandonare il proprio ruolo di arbitro internazionale, sembra regnare l’incertezza. In questo contesto, dunque, le singole imprese coinvolte nel mercato energetico devono far fronte alle sfide della globalizzazione. Questi, oltre a valutare fattori quali produzione, costi, domanda e comportamento del consumatore, devono tenere in conto la domanda globale e lo scenario geopolitico che ne influenza l’andamento. Cruciale diviene, allora, l’aumento di competitività e la diminuzione delle spese derivanti dall’utilizzo di fonti energetiche nuove. Grande è stato, in tal senso, l’interesse nei confronti delle risorse rinnovabili, ma sono emerse problematiche nel loro approvvigionamento, trasmissione e crescenti costi di produzione. A ciò va aggiunta l’espansione di realtà come Cina ad India, non disposti a rinunciare ai combustibili fossili.

Di recente, tuttavia, lo sviluppo dell’industria di una nuova fonte, il gas di argille, sembra aver rivoluzionato il mercato. Gli Stati Uniti, infatti, potrebbero diventare auto-sufficienti dopo il 2020 limitando la sua presenza in Medio-Oriente e molti Paesi sarebbero in grado di abbandonare la dipendenza dai gasdotti (Mosca perderebbe grande peso politico sui vicini europei). Nonostante i pozzi del materiale siano disposti su piccola scala rendendolo cosi al quanto sensibile alle fluttuazioni del prezzo di mercato, esso potrebbe stimolare un’imponente crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro.

 

English version

 The geopolitical scenario has always been influenced by the energy market and now, with globalization, the interconnections between these two elements seem always stronger.The prices of this market vary according to the actions of the producing Nations and, at the same time, they determinate changes in international politics. The remissive behaviour of European powers towards the Russian invasion of Crimea (2014) can be interpreted as a sign of the dependence on gas energy that many countries of the continent have with Moscow. Italy, one the most dependant EU members (Eurostat, March 2017), acted as a moderator towards Putin pursuing a constructive policy: Rome condemned the attack from a legal point of view, but it accepted its political consequences.Nazrin Mehdiyeva, a specialist in Russian energy policies, studied the Kremlyn strategies up to 2035 and noticed how these ones represent an important element in the elaboration of a general long-term political plan. She pointed out, indeed, a strong correlation between the economic and energetic interests and those ones of national security, sovereignty and geopolitical influence. Therefore, it is possible to understand the extreme relevance that energetic policies possess in international relations: sanctions represent, in this sense, a fundamental determinant in the dialogue with the Euro-Atlantic sphere being able to bring to import substitution and a diversification of transit routes and markets.U.S. behaviour has always been under the eye of Russian government and, in general, of the world political scene. Its intention to purse isolationistic policies and to abandon its role of international arbitrator seems to create a climate of uncertainty. In this contest, so, the firms of the energy market have to face the challenges of globalization. Entrepreneurs, apart from considering factors such as productions, costs, consumer demand and behaviour, must take into account the global demand and the geopolitical influence which influences its trend. The increase of competitivity and the diminishment of expenses deriving from the use of new sources. There has been a great interest towards renewable resources, but many issues have emerged regarding their storage, transmission and growing cost of production. In addition, developing countries like China and India do not renounce to fossil fuels.Yet, recently the development of the industry of a new source, the shale gas, appears to have revolutionized the market. United States, in fact, could become self-sufficient after 2020 limiting its presence in the Middle-East and many countries might be able to stop the dependence from pipelines (Russia would lose a lot of leverage upon its European neighbours). Although the wells of the material are disposed on a small scale making it highly responsive to fluctuations of market prices, it could boost the economy and create new jobs.    

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Nazrin Mehdiyeva

Academic Visitor at Oxford University

Trita Parsi

Fondatore National Iranian American Council

Marc Ozawa

Esperto in sicurezza energetica e geopolitica al Nato Defence College e Associate Director del E.P.R.G.

Michele Elia

Country Manager Italia, TAP

Nicolò Sartori

Esperto di Geopolitica dell'Energia

Ruggero Corrias

Direttore per le Relazioni Internazionali di Snam

Giampaolo Cutillo

Ministro plenipotenziario Capo Ufficio GDMO

Sissi Bellomo

Giornalista del Sole 24 Ore

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