30 settembre 2016

Connectography: il nuovo libro di Parag Khanna

Il politologo Parag Khanna, che fu ospite del Festival della Diplomazia nell’edizione del 2013, ha da poco presentato il suo nuovo libro, Connectography, che propone un suggestivo punto di vista nel quale i confini geografici vengono ridisegnati in base all’immenso volume dei traffici di merci e di persone sui quali si concentrano gli investimenti mondiali, e che caratterizzano il nostro tempo.

Khanna considera la moltitudine di connessioni interne all’Eurasia, così come quelle esterne verso il resto del mondo. Possano queste essere materiali come infrastrutture e gasdotti, o eterei come collegamenti marittimi, commerciali o connessioni digitali, sono ugualmente dotate del potere di opporsi ai confini che la geografia o la topografia si ostinano a delineare fra gli stati.

Basti pensare che nel 2012 il numero di container che attraversarono sulle rotaie della Transeurasiatica mezzo mondo per raggiungere dalla metropoli cinese di Chongquing la citta di Duisburg in Germania era fermo a 2500 unità, ma nel 2020 questo numero è destinato a raggiungere i 7,5 milioni. La Cina vanta un grande soggetto finanziario, l’ Asian Infrastructure Investment Bank, che dispone di un budget maggiore di quello iniettato in Europa dal Piano Marshall al termine della Seconda Guerra Mondiale. La mission di questo fondo è di creare e potenziare ogni tipo di infrastruttura che possa favorire l’espansione cinese verso ovest, trovando terreno fertile in tutte le ex repubbliche sovietiche o negli stati dell’Asia meridionale, economicamente incapaci di sostenere autonomamente questa spesa.

Il mondo è in continuo cambiamento, sconvolto dalla creazione e dallo smantellamento di connessioni di questo tipo; Connectography si propone come un manuale in grado fornire al lettore gli strumenti per orientarsi nel complesso sistema geopolitico odierno.

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